WORA WORA WASHINGTON | Live @ Parco della Collina Musica – Frosinone 07/08/2010

 

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La penisola italica sita in Europa sul pianeta Terra, che poi è il terzo del sistema solare partendo a contare dal sole, è un posto davvero curioso. Lo stupore nell’avere a che fare con alcuni suoi abitanti accompagna da tempi remoti qualsiasi altro essere vivente che vi sia mai entrato in contatto. Succede in questa (esteticamente) bellissima appendice di terra circondata dal mare che raramente riesca a radicarsi un qualsivoglia movimento o fermento culturale (e quindi musicale) se non per sporadici episodi. Anche il più svogliato lettore di 40secondi si sarà accorto che questo paese è impestato da diverse categorie di musico. Ci sono i dinosauri musicali che non riescono ad estinguersi. C’è la seconda schiera di imbolsiti pachidermi un po’ meno famosi che vengono chiamati quando non ci sono soldi per pagare i presunti big. Ci sono quelli che finiti i bei tempi in cui la loro band era (pseudo) famosa finiscono ad esibirsi da solisti (o con nuovi -sic- progetti) nei migliori festival di zampogna e porchetta. Buon ultimi arrivano coloro che danno da pensare che l’insuccesso gli abbia dato alla testa e sono utili genericamente a riempire le scalette.

Visto quindi che i tempi sono duri e chi non lavora non fa l’amore, lungi da noi di 40secondi criticare la sussistenza di queste specie, perché non è nei nostri mezzi battere la statistica che afferma che il 90% di chi imbraccia una chitarra lo faccia solo per trovarsi una ragazza. Qualche parola andava però spesa al riguardo tramite questo lungo preambolo visto che abbiamo vissuto così l’ultimo giorno del festival Parco della Collina Musica di Frosinone tenutosi nella settimana dal 2 al 7 agosto in giorni alterni. Ci piace raccontarvi di un unico live (purtroppo storpio) a cui abbiamo assistito. Dei Wora Wora Washington ne abbiamo già parlato con toni positivi e l’impressione è rimasta la stessa. Costretti a suonare su un palco minimale, con due casse, un paio di microfoni ed un mixer come service hanno fatto del loro meglio riuscendo comunque a convogliare la loro energia post punk in pochi, ma intensi pezzi. Un vero e proprio miracolo del loro fonico. Alle 22.25 smettono improvvisamente, perché era l’orario in cui si era concordato di finire. Questo significa essere professionisti. Questo significa prendere la musica come impegno e volontà di far arte.

Del resto del festival non ne vogliamo parlare troppo. Sopra la montagnola del parco di Frosinone, là dove era il palco principale destinato ai dinosauri, tutto era molto bello e caratteristico, il suono era ottimo, Hugo Race avrà fatto un live da Dio e probabilmente anche i Sacri Cuori.

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