URLO (The Howl) | Rob Epstein & Jeffrey Friedman

URLO | La Locandina
Il fascino degli artisti della Beat Generation è ruvido, vero, un tassello verde fluorescente in un mosaico grigio antracite che la San Francisco del 1975 compone.
Allen Ginsberg è pronto e il suo Urlo è la cosa più bella e notevole del film, la più colorata e immaginaria, graffiante senza neanche bagnarsi nella ribellione lessicale, ma perseguendo il fine senza limiti, senza allacciarsi le scarpe, senza chiedersi perchè.
Rewind: strano che in un film la cosa più bella sia il componimento poetico del personaggio protagonista? Sì.
Questo mocumentary è impiantato al 70% sull’interpretazione di James Franco che, al momento, non ci sembra pronto ad una prova di carattere così importante.
Interessante l’esperimento delle animazioni che si propongono di figurare e enfatizzare la potenza di alcuni versi di Ginsberg, missione riuscita a metà: bello lo stile, meno il modo di animare tratti così morbidi in maniera così repentina e fluida. Molto descrittivo, molto meno ritmico.
Il dibattito sulla presunta oscenità che ha fatto la fortuna di Urlo è solo un siparietto tra gli amori e le vicende della vita che Ginsberg ci racconta.
Chi si aspettava, vista la tematica, un nuovo Pasto Nudo, è rimasto a bocca asciutta.