DEE DEE BRIDGEWATER | Live @ Atina Jazz – Atina 22/07/2010
Pochi festival durano 25 anni e pochissimi hanno a disposizione una magia come quella di Atina Jazz. Il programma del festival di quest’anno vuole chiaramente far riposizionare la bandierina “Jazz” sulla cittadina del Comino dove i bambini sono cresciuti giocando a pallone in piazza mentre gli Yellowjackets accordavano gli strumenti.
Sale una signora sul palco, ha la testa lucida e un sorriso bianco come il cotone, dopo essere stato raccolto ed è pronto per essere intessuto.Ha un ventaglio e un vestito da diva, ma la sua parte African non sottostà a quella American e urla, batte, piange. Dee Dee Bridgewater non ci è sembrata una di quelle vecchie Jazz star che ascolti con tenerezza più che per muovere il piede, ci è sembrata una donna che canta il blues (proprio come Billie Holiday, tema del suo concerto) con disperazione, e la disperazione spesso in una donna così diventa accettazione, reazione e eccentricità tutto assieme. Nota speciale per un solo di batteria ad altissima intensità, Hans Van Oosterhour, ha mischiato ritmi densi e sfumature delicatissime che hanno dato grande qualità all’assetto del quartetto strumentale, sempre che non si voglia considerare uno strumento il diaframma della cantante… lei pensa proprio che sia così.
La band non ci è sembrata fra le più decise, ma il compito è comunque stato svolto. Dove è finito quel Jazz, la passione e la carica erotica di questo genere inventato dai neri nelle sale da ballo con i mattoni rossi sullo sfondo? Occhio a non pensare in platea al Jazz come roba per intellettuali, gli artisti potrebbero non capire e qualche blogger potrebbe farvi sentire meno interessanti di quanto credete di essere. Meno male che c’è il Jazz!
Le foto sono a cura di Veronica Duszynski.
