CHLOE | Atom Egoyan

 

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Atom Egoyan è un autore di estrema classe, canadese ma di origine egiziana ha una carriera costellata di opere sempre lucide e profonde nell’indagare con sensibilità e poesia tanto i contorsionismi dell’animo umano quanto le derive e le storture politoco-sociali in atto. Questo suo ultimo film tiene fede alla sua fama e presenta uno sguardo che con garbo e delicatezza segue gli sbandamenti ormonali e gli smarrimenti psicologici di personaggi apparentemente sicuri nella loro stabilità sociale ma cosi fragili ed irrisolti umanamente. In un gioco di avvicinarsi ed allontanarsi l’autore segue la discesa e la risalita dei personaggi con movimenti di macchina sempre lenti e rispettosi ma capaci a tratti di penetrare la densità del sentire, sia esso piacere o dolore. Non sorretto purtroppo da una sceneggiatura all’altezza, persa tra alcune banalità ed una generale superficialità, il regista riesce però a caricare di significato i corpi degli ottimi attori presenti, creando un cinema carnale che nel disfacimento di un corpo e nel rigoglire di un altro parla di fragilità comuni che nell’ incontrarsi anelano e inseguono sicurezza. L’ennesima elegante ed interessante opera di uno degli autori più acuti del cinema contemporaneo che anche quando, come in questo caso, presenta film incompiuti o non perfettamente riusciti lascia sempre un senso di arricchimento estetico e cognitivo.

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