CAPTAIN QUENTIN | Instrumental Jet Set

copertina album
Tutti conosciamo quella sensazione. La sensazione di quando ci salta agli occhi la genialata di qualcuno e ci chiediamo perché non ci abbiamo pensato prima noi. O di quando ci convinciamo di aver avuto una grande idea e realizziamo con delusione che qualcuno l’ha già avuta, da tempo. E’ una sensazione che conosciamo tutti, dicevo. O quasi. Quelli che non la conoscono sono, appunto, quelli che arrivano prima. Sono quelli bravi.
I Captain Quentin sono tra quelli bravi. Sono space, math e tanti altri prefissi, Don Caballero incontrano Battles e altre belle cose, ma tutto sommato sono unici, intelligenti, ironici. Ad ogni traccia del disco ti girano le balle, perché hanno le idee che vorresti avere tu. E come si fa a non amare un gruppo che ti fa girare le balle un brano dopo l’altro? Come si fa a non amare un gruppo che come titolo del singolo usa l’anagramma di anagramma?
Le ritmiche sono folli, ma hanno perfettamente senso, il disco è attraversato da spunti repentini e geniali, quando non te l’aspetti spuntano i fiati e ti chiedi ma perché? e ti girano ulteriormente le balle perché il disco ha una perfetta organicità che però non riesci a capire da dove venga fuori.
Qualcuno si è preso la briga di dire sono meglio dal vivo, e se questo è il disco siamo allora estremamente curiosi di vedere questo collettivo un po’ fuori di testa su un palco. 40secondi li seguirà all’Ypsigrock di Castelbuono (PA) il prossimo 5 agosto. Per farsi girare ulteriormente le balle.