SPRAINED COOKIES | Le interviste in 40secondi
40secondi intervista in esclusiva gli Sprained Cookies dopo l'uscita dell'EP EP Deliverin’ The Sacred Feathered One 29Records/believe. 4 domande da 10 secondi!
“Deliverin’ the Sacred Feathered One” è il titolo del vostro primo EP. Da cosa deriva la spiritualità che si respira già dal titolo e si ritrova poi nei brani?
Cecilia: Già fare musica per noi è un atto spirituale, dare un ordine o un disordine a ciò che sentiamo di dover dire, far venire a galla. La spiritualità è un bisogno crescente per disintossicarci dall’inutilità di alcune costrizioni dettate dalla società, in ogni brano dell’ep ci liberiamo.
Volendo fare il gioco dei riferimenti, della vostra musica io direi che PJ Harvey incontra Belle & Sebastian che incontrano Black Heart Procession. Ci sono dei nomi particolari a cui vi rifate?
Cecilia: Grazie per il piacevole riferimento e per l’immagine che mi si flasha nella mente in questo momento! “Rifarsi” è un verbo con cui dobbiamo per forza fare i conti come chiunque si appresti a suonare dopo i grandi musicisti rivoluzionari, di sicuro per voi ci sono delle assonanze con determinati gruppi, ma noi la vediamo che suoniamo quello che sentiamo nostro e non simile a qualcuno.
Raccontateci l’esperienza dell’Italia Wave.
Cecilia: Grande esperienza Italia Wave, soprattutto perchè inaspettata e arrivata si può dire quasi al principio di tutto il fervore Cookies.
5secondi a testa per consigliare uno dei vostri ascolti recenti.
Cecilia: Ascolto spesso Mark Lanegan, peccato non averlo visto dal vivo recentemente in Italia, ma avevamo un nostro concerto. Ma soprattutto sto leggendo William S. Burroughs.
Invece Corrado (l’altra metà dei Cookies, ndr) mi parla di musica Medioevale, poi Jack Rose, Matching Mole.

