DIAZ don’t clean up this blood | CONFERENZA STAMPA
Questa mattina il regista Daniele Vicari, il produttore Domenico Procacci, gli sceneggiatori e gran parte del cast di Diaz hanno risposto alle domande dei giornalisti in una lunga e densa conferenza stampa. La prima cosa che desta curiosità è che qualche giorno fa il Ministero degli Interni ha diramato una circolare in cui rammenta alle forze di polizia di non rilasciare dichiarazioni sui film in sala (ricordiamo che in sala c’è anche Romanzo di una strage di M.T. Giordana) senza l’autorizzazione del Ministero, di fatto protraendo il tentativo in corso da più di dieci anni di mettere a tacere, di rimuovere una delle vicende più nere della storia d’Italia. Come giustamente fa notare Procacci “è mancata un’assunzione di responsabilità” che sarebbe bene venisse ancora prima dell’arrivo del processo in Cassazione, soprattutto in un paese come il nostro in cui si confonde la prescrizione con l’assoluzione. Il silenzio intorno alla faccenda della Diaz non può che far sorgere domande su quello che poi è il reale tema del film: i limiti della democrazia nel nostro paese.
Vicari ci ricorda come ogni evento raccontato nel film sia assolutamente reale e prelevato dai verbali dei processi. Processi enormi con una quantità di imputati e testimoni pari solo ai grandi processi di mafia, dai verbali dei quali emergono particolari e violenze ben peggiori di quelle riportate nel film. Perché se anche può sembrare violento, alla Diaz e a Bolzaneto è successo molto di più di quello che possiamo vedere in Diaz.

