RAPUNZEL | Nathan Greno e Byron Howard |HOMEVIDEO|

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Rapunzel, il 50° film di animazione della Disney, non poteva essere un film qualunque. Come ben rappresentato dal bel filmato commemorativo presente nell’edizione home video, il dato era di quelli di grande importanza, specie per chi sta provando a rinverdire una tradizione solida ma un po’ appannata. Parlando de La Principessa E Il Ranocchio avevamo notato un chiaro desiderio della Dysney di ritornare ad un disegno classico e storie dal respiro più tradizionale e Rapunzel sembra proseguire questa tendenza ma con delle differenze. Le versioni alternative dell’inizio del film, presenti come extra nella edizione home video e commentate dai due registi, stanno a testimoniare il chiaro intento di dare un taglio nuovo ad un racconto classico. La scelta della fiaba dei fratelli Grimm non deve infatti trarre in inganno. Vi è un’ ironia cabarettistica e un ribaltamento dei ruoli che, sebbene solo a tratti, convincono molto, anche se vi è una chiara ispirazione Dreamworksiana. Lo svolgimento delle vicende è ramificato in una dislinearità anomala per un film del genere e che denota una non banale ricerca di tecniche contemporane nel raccontare il classico. La parte più interessante del cartoon è però la commistione di animazione tridimensionale e fondali bidimensionali, effettuata con un’ amalgama sorprendente ed un gusto per il tratto tridimensionale dei visi che è filologicamente assai apprezzabile, sebbene per alcuni personaggi trascenda un po’ il già visto. Laddove il film non convince è nel non sapersi separare dalla struttura, questa si ormai logora, del film cantato, troppo dipendente dalla qualità e varietà delle composizioni musicali e degli adattamenti nazionali. Inseriti nelle dinamiche del racconto, come mezzo di narrazione, hanno spesso un risultato peggiore che se presi separatamente, come una sorta di videoclip, e ciò è ben visibile nell’edizione home video che contiene le versioni italiane delle canzoni presenti. Rapunzel rappresenta una continuazione del percorso di rinnovamento e risalita della Disney Animations ma preda di un difficile equilibrio tra tradizionale e contemporaneo si smarrisce e finisce per convincere solo parzialmente.



l’ho visto in versione originale per ben due volte, durante un volo A/R di 10 ore! ed entrambe le volte mi sono divertita molto. sarà che ho una predilezione per i cartoni come una volta, sarà che sono tendenzialmente una buonista, ma a me Rapunzel è piaciuta! proprio il personaggio, dico. E poi i personaggi secondari, in puro stile classico disney, sono simpaticissimi.
io con la disney torno sempre ad avere 5 anni