L’invisibile è il romanzo di esordio dello svedese Pontus Ljunghill. Il romanzo ci presenta l’ispettore Stierna a Stoccolma nel 1953. John Stierna prima di andare in pensione vuole risolvere i cold case (i così detti casi freddi) della sua carriera e uno in particolare, la morte di una bambina. A partire dagli anni ’90 si è affermato il giallo nordico. Il primo di grande successo è stato Il senso di Smilla per la neve del danese Peter Høeg. Non so se ci sono studi sui motivi di tanta produzione, (c’erano già autori del genere poliziesco molto noti in patria anche se non noti al resto del mondo) ma ho sempre ritenuto che la causa di una ripresa del romanzo giallo sia stato l’omicidio del primo ministro svedese Olof Palme. Ucciso davanti alla moglie all’uscita del cinema non si è mai, stranamente, trovato il colpevole. Tutti gli scrittori citano il caso in qualche intervista. E’ come se si volesse sopperire alle lacune investigative creando un loro bravo e scrupoloso poliziotto. Il genere giallo-poliziesco gode di ottima salute in tutto il mondo e i romanzieri nordici sono tra i più letti in assoluto. Letto uno letti tutti direte voi e invece non è così. Henning Mankell, Stieg Larsson, Jo Nesbø, Camilla Lackberg, e ora pensiamo anche Pontus Ljunghill, sono abili nel descrivere l’atmosfera, la luce, i dettagli e portando avanti una forte critica sociale riescono ad esercitare un enorme fascino sui lettori stranieri.

Editore: Guanda | Prezzo € 18,00

A proposito dell'autore

Ornella Gaudio

Curiosità bulimica per libri, musica e cinema. Appassionata di cultura portoghese e lusofona. “Vedo me stesso essenzialmente come un lettore. Mi è accaduto di avventurarmi a scrivere, ma ritengo che quello che ho letto sia molto più importante di quello che ho scritto “ ( Jorge L. Borges )